|
La casa della mia infanzia: un'Arca di Noè
Allevo Borzoi dagli anni '80; il Carlino dal '90 e, poco dopo,
i Chin. Credo che per tutti gli allevatori, e non solo per me, ci sia a
monte, un vissuto particolare. Per me la passione per gli animali in
genere che ho respirato da piccolo. La mia casa, in un borgo di
montagna, era una vera e propria, per quanto piccola, arca di Noè: cani,
gatti, una capretta, pappagalli, criceti, tartarughe.. e in più, nelle
stalle dei contadini, le vacche, i vitelli, l'asino... Poi la passione
per tante comprensibili ragioni si è incanalata verso l'amico dell'uomo
per eccellenza, il cane.
La voglia di di capire la vita dei migliori amici dell'uomo
La passione per i cani non rimane mai indefinita. La voglia di saperne
di più e di approfondire l'esperienza del loro allevamento porta a
restringere il campo delle razze da provare e sperimentare. Verso il Borzoi c'è stata, per me, l'attrazione per la sua figura singolare
rispetto ai cani che vedevo di solito nel mio ambiente di vita; e poi,
volendone subito sapere di più, mi ha attratto la sua storia
avventurosa: dalle steppe russe all'allevamento del Gran Duca Nicolay
nel 1887 e, infine, la sua trasformazione in animale da compagnia, con
tutti i meccanismi affascinanti e misteriosi dell'adattamento dei loro
istinti a situazioni e condizioni nuove. Analogamente, per il Carlino:
forse il suo carattere allegro e giocherellone rispondeva in pieno a un
momento della mia storia di adolescente. Occasionale e più tardiva la
passione per il Chin. Una passione che ho colto anche perchè, se diventa
dispersivo e difficile interessarsi a tutte le razze, concentrare
l'attenzione "comparativa" su poche non può che aiutare a capirle meglio
e con più concreta profondità.
"Persauchino": perché mi ha conquistato la sua nobiltà
L' 'inserimento del mio cognome nel Perchino indica soltanto la mia
passione totale per questo animale meraviglioso; un sentirmi coinvolto
nella sua storia e nella sua nobiltà. Vuol dire che lui ha conquistato
me, non io lui. Nasce qui la filosofia del mio allevamento.
Grandi spazi nella bellezza dell'Appennino Tosco-Emiliano
Ho una casa e un giardino adatti a ospitare i cani, con grandi spazi
interni ed esterni. La stessa ubicazione nel medio Appennino Tosco
Emiliano, in località molto amena, panoramica, solatia lascia ai Borzoi
la sensazione di uno spazio infinito, forse come le steppe da cui
provengono. La gestione totalmente familiare evita ogni rapporto
"mercenario" e quindi in parte non controllabile. Siamo solo poche
persone che ogni giorno curano i cani, sviluppando in pieno i loro
istinti di sicurezza,
l'affettività, le attitudini relazionali. Ciò conferisce ai soggetti
delle tre razze una piena sicurezza anche di fronte ai visitatori o ad
occasionali estranei e li accompagna nell'affrontare con crescente
gradualità anche ambienti estranei alla quotidianità dell'allevamento,
ma pienamente affollati e perciò stimolanti..
I pezzi pregiati
Ci sono pluricampioni che sono, ovviamente, il pregio dell'allevamento.
Tutti i soggetti hanno le stesse cure, con la conseguenza di creare un
ambiente nel quale la convivenza sviluppa al meglio le capacità dei
singoli individui. E, soprattutto, sviluppa in tutti un carattere
naturale e spontaneo, non forzato da una educazione coercitiva che, tra
l'altro potrebbe imprvvisamente rivelare aspetti negativi e imprevisti
nel contatto con persone o ambienti nuovi. Il soggetto proveniente da
questo modello acquisisce un comportamento in un certo senso "sincero",
stabile, equilibrato, affidabile, alieno da sorprese sia negli ambienti
delle mostre, sia in caso di affidamento o cessione ad altre persone,
particolarmente quelle che li richiedono per ragioni di "assistenza" e/o
compagnia.
La libera convivenza non solo tra individui della stessa razza, ma anche
con individui di razze e taglie diverse porta i singoli soggetti a un
più accentuato sviluppo di quanto, nella loro istintualità, caratterizza
e e favorisce la socializzazione fra di loro e con le persone umane.
Tra l'altro questa "educazione alla diversità" porta al top gli aspetti
che oggi caratterizzano la funzione di "animale da compagnia". Ci sono
anche individui anziani, in un certo senso "pensionati". La loro
presenza ha un effetto positivo ed equilibratore nei confronti dei
soggetti giovani in crescita aiutandoli a sviluppare una gamma più ampia
di comportamenti positivi. E non posso poi tacere come il mantenimento
dell'individuo anziano sviluppi nello stesso allevatore non solo un
eventuale (per me reale) "senso di gratitudine", ma, insieme a questo,
una più acuta capacità di comprendere la "personalità" del soggetto
canino e quindi una maggiore capacità di progettare e incidere sulla sua
educazione. Questo per dire come l'allevatore lavori soprattutto per
passione.
Titoli dalle esposizioni cinofile, ma ancor più da bimbi, anziani,
famiglie
Diversi individui, sia tramite il sottoscritto che tramite amici ai
quali sono stati ceduti con l'impegno di proseguire il programma
formativo sopra descritto, hanno ottenuto titoli. Tuttavia i risultati
che io ritengo molto soddisfacenti derivano da persone (bimbi, anziani,
famiglie...) che hanno usufruito di soggetti provenienti dal mio
allevamento e sono rimasti più che soddisfatti per i pregi elevati e
costanti da loro manifestati nello svolgimento dei compiti di compagnia
cui sono stati addetti. I1 fatto poi che queste persone siano ritornate
(o abbiano inviato loro amici) per chiedere altri soggetti, ritengo sia
una prova sicura e soddisfacente della positività dei risultati.
Comportamenti altamente gratificanti
Il rapporto equilibrato del cane con soggetti umani e altri animali
tipici dell'ambiente umano sviluppa comportamenti di compagnia altamente
gratificanti. Ottengo, così, individui come: la "giapponesina" che
saluta padrone ed estranei in sua compagnia rizzandosi spontaneamente
sulle zampe, in un gesto di accoglienza sempre accattivante e produttore
di buon umore; i diversi individui che, al momento della
"adunata"generale ,segnalano l'assenza eventuale di qualche cane: un
comportamento che può essere utilizzato per l'animale di compagnia che
vive, ad esempio, in famiglie con più anziani o più bambini; gli
individui che, dopo tre o quattro squilli del telefono (o del campanello
di casa) senza che alcuno risponda, danno segni particolari di allarme e
si mettono a cercare il padrone.... e potrei continuare.
Prospettive: qualità, non quantità
L'allevamento (e lo sa bene chi lo conosce da vicino) non ha intenti
speculativi, ma muove soltanto da una passione che, col passare degli
anni, si è trasformata in un motivo di vita. E anche per questo intende
guardare al futuro puntando sempre più non sulla quantità, ma sulla
qualità degli individui allevati, sulla ricerca di quanto nel carattere
di queste razze diventa oggetto di bellezza e, anche per questo, di
aiuto e di miglioramento della vita umana.
|